Parco nazionale di Timanfaya

Lanzarote, Timanfaya, la rottura di Timanfaya
Lanzarote, Timanfaya Il volcano el corazoncillo

Il vulcano El corazoncillo

Durante gli anni 1730 e 1736 la regione centro-occidentale di Lanzarote venne scossa e le viscere della terra si spaccarono. In un periodo di sei anni di seguito si produssero esplosioni, terremoti e fuoriuscite di lava di forma ininterrotta. Il fumo e i gas avvelenarono i greggi di capre e almeno 23 casolari restarono sepolti. Il centro dell'attività vulcanica ebbe origine nel Macizo del Fuego o di Timanfaya, dove si aprirono più di 25 crateri che ricoprirono di lava, ceneri, bombe e lapilli quasi 20.000 ettari di terreni, trasformando le fertili pianure dedite alla coltivazione di cereali in un paesaggio desolato, annerito e inospitale. Anche se le violente eruzioni, considerate tra le più importanti del vulcanismo mondiale, non provocarono delle vittime umane, sotto queste montagne, caldere e deserti di lava pietrificata, il cosiddetto Malpais, restarono occultate per sempre le a Idee di Tingafa, Mancha Bianca, Maretes, Santa Catalina, San Juan, Masdache, Pena Palomas, Timanfaya, Testeia ,La o Los Rodeos.

Lanzarote, Timanfaya Il volcano el corazoncillo

la bocca vulcanica El Horno.

Il primo di settembre dell'anno 1730, tra le nove e le dieci della notte, all'improvviso si aprì la terra. Nei pressi di Timanfaya sorse una gigantesca montagna eruttando delle fiammate enormi, che bruciarono incessantemente dinante diciannove giorni. Così lo lasciò scritto per i posteri testimone eccezionale di quanto avvenne: il parroco di Yaiza, Andrés Lorenzo Curbelo. In altri passaggi della sua cronaca, il parroco spiega: Alcune volte la lava scorreva come l'acqua, mentre in altreoccasioni restava calma come un rivolo di miele.

Lanzarote, Timanfaya Il volcano el corazoncillo

tunnel di lava.

L'oscurità, le ceneri e il fumo fecero fuggire tutti gli abitanti di Yaiza e dei dintorni in varie occasioni. Al termine di questi sei anni d'intensa attività vulcanica si produsse un periodo di riposo e tranquillità che se vide interrotto nel 1824, quando a seguito di un'altra eruzione prolungatasi tra il 31 di luglio e il 25 di ottobre, si aprirono tre nuove bocche a Tao, Tinguatón e Nuevo, anchese l'impatto fu notevolmente inferiore a quello del secolo prima.

Lanzarote, Timanfaya Il volcano el corazoncillo

Caldera

Incastonato tra i confini dei municipi di Yaiza e di Tinajo, il Parco Nazionale di Timanfaya, la figura giuridica che garantisce la massima protezione ad uno spazio naturale, venne istituito nel 1974 in quei terreni in cui fattività vulcanica era stata più intensa, occupando una superficie di 54 chilometri quadrati. Si tratta di un mondo inorganico e minerale, di un paesaggio desolato, unico e sorprendente, ricoperto di lava e ceneri nel quale sorgono, tra gli altri, i crateri dai colori oscuri, rossicci, bruni o dorati di Montana del Fuego, Caldera Bermeja, Los Miraderos, Caldera Rajada, Montana Encantada e Montana Rajada. All'ingresso Parco Nazionale, segnalato con l'emblema di un diavoletto disegnato all'artista lanzaroteno Cesar Manrique, si può visitare il Museo de Rocas e richiedere informazioni sui percorsi che si possono contrattare per la visita. Il più breve di questi percorsi, una ventina di minuti circa, è quello che pa rte dalla stalla per i cammelli, l'Echadero de Camellos, per coloro che siano curiosi di provare a salir su questo esotico animale da trasporto per percorrere dei sentieri assai delimitati de las Montanas del Fuego.

Lanzarote, Timanfaya Il volcano el corazoncillo

Tunnel e mare di lava.

Anche se Timanfaya viene considerata ormai una zona fredda, vi sono almeno 7.000 metri quadrati all'interno del Parco nei quali si registrano alcune attività geotermica, che gli specialisti denominano come anomalie. Le più conosciute sono quelle che vengono mostrate ai visitatori nel Islote de Hilario, dove la temperatura raggiunga 400 gradi centigradi a una profondità di appena due metri. In un piccolo scavo possiamo vedere come le aulagas majoreras, le ginestre tipiche dell'isola s'incendiano da sole in un istante, mentre se s'introduce dell'acqua in una piccola buca nel terreno, si genera immediatamente con l'evaporazione di forma artificiale e con un rumore assordante, il fenomeno del geyser. Cesar Manrique disegnò in questo luogo, così denominato perché qui visse in solitudine un uomo chiamato Hilario con il suo cammello, il ristorante El Diablo, un edificio circolare con la facciata ricoperta di pietra vulcanica perfettam ente integrato nell'ambiente. I visitatori possono contemplare nel suo interno un pozzo di circa cinque metri di profondità, con temperature variabili tra gli 80 e i 200 gradi che sorgono dalle viscere della terra, che viene utilizzato come forno naturale per la cucina dello stesso ristorante.

Lanzarote, Timanfaya Il volcano el corazoncillo

Gocce di lava.

La Ruta de los Vulcanos: un sentiero invisibile, perfettamente camuffato nell'ambiente, percorre per una lunghezza di 14 chilometri l'interno del Parco Nazionale: si tratta della Ruta de los Vulcanos, che parte e finisce nell'Islote de Hilario. E proibito fare il percorso a piedi o con veicoli privati. Timanfaya costituisce uno spazio naturale dall'equilibrio assai delicato, nel quale anche la semplice impronta che lascia l'uomo camminando ritarda decine d'anni a sparire. Un autobus pubblico del Cabildo Insulare di Lanzarote realizza il percorso durante 50 minuti, con spiegazioni nei vari idiomi di quanto si vede ed effettua diverse fermate in alcuni di questi luoghi impressionanti. È il caso del belvedere chi di lava pietrificata. Il percorso attraversa un conosciuto come il Mirador de Montana tunnel vulcanico, passa vicino a varie bocche Rajada, dal quale si può vedere la maggior effusive o hornitos e permette di contemplare il parte del Parco e la costa, o semplicemente fondo di alcuni crateri, vedere da vicino le capricciose forme dei bloc.

Lanzarote, Timanfaya Il volcano el corazoncillo

La strada di vulcani.

Una delle cose più sorprendenti di questo spazio di natura apparentemente morta,a è che resistono tracce di vita vegetale tra le grandi estensioni di lava e ceneri. Vi si trovano fino a 180 specie differenti di lichene che tappezzano le dure pietre vulcaniche e le colorano con toni grigio-chiari e giallognoli. Vi sono pure delle piante che si possono trovare solo nell'isola di Lanzarote, come il tojio, con i suoi vistosi fiori di colore giallo intenso; la lengua di vaca, dai fiori blu, e il salado bianco, una piccola specie di cespuglio dai rami legnosi e le foglie quasi bianche. Per non menzionare i cespugli di tabai-ba, berodes, spini, piante di timo e giunchi, tra le altre specie, che completano l'inaspettata presenza vegetale che si ostina a vivere in questo paesaggio spaventoso. Tra gli spazi vuoti delle pietre vulcaniche è frequente veder sgattaiolare o prendere il sole la lucertola di Haria, che misura solo 20 centimetri eche si è adattata perfettamente alle dure condizioni della zona. Di colore nerastro o grigio uniforme, si alimenta d'insetti e della scarsa materia vegetale che trova. Il perinquén majorero o geco di parete è un altro rettile che si è adattato perfettamente a quest'ambiente. Da parte sua il toporagno è l'unico mammifero endemico delle isole. Tra le lave solidificate fanno il loro nido anche i colombacci, mentre altre specie di uccelli come corvi, grifoni, mugnaiacci, gabbiani, oche, pellicani, papere e aironi, sorvolano i sempre azzurri cieli del Parco Nazionale. L'unico percorso che si può realizzare a piedi a Timanfaya è quello di Tremesana, ma è obbligatorio venire accompagnati da una guida del Parco. La fascia di costa tra Piedra de Ventura e Playa del Paso è invece di libero accesso. L'escursione dura quasi quattro o cinque ore di camminata tra i blocchi di magma che si arrestarono di fronte al mare.